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  • Uno screenshpt dal videogioco di avventura “Sable”. Al centro c'è il personaggio protagonista, ritratto di profilo mentre corre verso destra lungo una salita di grandi rocce piatte di colore giallo molto tenue. Il personaggio indossa una maschera bianca che pare fatta di osso, con due corna che spuntano e si protendono in avanti, leggermente curve, dalla fronte. La testa è coperta da un capuccio rosso che sulle spalle diventa un mantello svolazzante dietro il personaggio, che per il resto indossa un corpetto di cuoio marrone, guanti di cuoio marrone, pantaloni larghi di tela color azzurro chiaro a macchie più scure, stivaletti che salgono fin sotto le ginocchia, con parastinchi di cuoio marrone. Sullo sfondo c'è un deserto punteggiato da vegetazione a cespugli molto bassi. Dal terreno arancione salgono delle rocce molto alte, quasi delle torri, ma di forma irregolare, alcune delle sommità delle quali sorreggono la colonna vertebrale enorme e lunghissima di un animale gigantesco, con le costole della gabbia toracica che si innalzano ad arco verso il cielo sullo sfondo, di un azzurrino tenue.
    Psiche

    Dove è finita l’avventura? Tra tecnologia, narrazione e cura di sé

    16/09/2026 /

    In un’epoca dominata dall’iper-informazione e dall’IA, l’avventura e il racconto rischiano di scomparire. Eppure, proprio nella capacità di narrarsi e di accettare l'imprevisto — anche all’interno di un percorso terapeutico — si cela la chiave per riattivare la vita e la libertà creativa.

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    Giampietro Savuto 0 commenti

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    Una foto che ritrae, davanti a uno sfondo innevato con un boschetto di alberi spogli dalla corteccia chiara in fondo, un bambino in giacca imbottita azzurra da sci, con un bavero alto a coprirne il collo, un berrettone di lana beige sulla testa calato fin sopra gli occhi, che fa la linguaccia sorridendo verso l’obiettivo.

    Alla ricerca di me stesso, tra “voglio” e “devo”

    22/12/2023
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