Una foto a colori, in formato orizzontale (4:3), che ritrae due donne anziane, rappresentanti dell’organizzazione “Progetto Itaca”, mentre ritirano il premio “Matto dell’anno” 2024, una piccola scultura che raffigura la scritta “Matto” in caratteri irregolari e in verticale. Le due donne sono in piedi e sorridono.
Attualità

Progetto Itaca si aggiudica il premio “Matto dell’anno 2024”

La cerimonia di premiazione si è tenuta al Teatro Franco Parenti, dopo la replica speciale dello spettacolo “Chi come me” di Andrée Ruth Shammah, una rappresentazione coinvolgente e profonda del disagio psichico giovanile e della sua complessità

Creatività, spirito anticonvenzionale, audacia e un tocco di pazzia sono le qualità che ogni anno Fondazione Lighea, attiva dal 1984 nella riabilitazione di persone con disagio psichico, ricerca nel personaggio a cui assegnare il riconoscimento di “Matto dell’Anno”. Giunto alla sua sesta edizione, il premio 2024 è stato assegnato a Progetto Itaca, fondazione che da 25 anni si impegna con dedizione a promuovere programmi di informazione, prevenzione, supporto e riabilitazione rivolti a persone con disturbi mentali e alle loro famiglie.

La decisione della giuria si fonda sull’essenza e la missione di Progetto Itaca, che già dal nome evoca un viaggio di ritorno a un luogo sicuro, simile all’isola leggendaria di Itaca. Come sottolinea Giampietro Savuto, presidente della Fondazione Lighea: «Progetto Itaca porta nel suo nome un destino leggendario: è l’opera di visionari che hanno saputo trasformare un sogno utopico in realtà concreta. Questa fondazione ha avuto il coraggio di sognare collettivamente, e per oltre 25 anni ha lavorato con passione e determinazione contro il disagio psichico. La follia contagiosa di quel sogno merita il nostro premio Matto dell’Anno.»

«Ricevere il premio Matto dell’Anno è per noi un grande onore e un riconoscimento dell’impegno collettivo di tutti i volontari, operatori e sostenitori che da 25 anni contribuiscono alla crescita della nostra fondazione.

Questo premio ci ricorda che solo attraverso il coraggio di abbracciare la follia del cambiamento possiamo davvero migliorare la vita di chi è colpito da disturbi mentali.

È con questo spirito che continueremo a lavorare per un futuro in cui nessuno debba sentirsi solo nella propria battaglia» – dichiara Felicia Giagnotti, presidente di Fondazione Progetto Itaca.

 

Una foto a colori, in formato orizzontale (4:3), che ritrae un palco sopra il quale, davanti a uno schermo bianco, ci sono otto persone. La sesta, una donna anziana, e l'ottava, un uomo, stanno parlando tra loro, mentre le altre persone li stanno ascoltando, alcune sorridendo.
I rappresentanti di Progetto Itaca sul palco per ritirare il premio. Insieme a Giampietro Savuto e Massimo Buratti per Lighea, da sinistra Cristina Migliorero (volontaria Progetto Itaca), Ughetta Radice Fossati e Francesca Fiocchi, fondatrici di Progetto Itaca, Francesco Baglioni, direttore Progetto Itaca e Maurizia Musanti, socia di Club Itaca Milano.

 

Nei sei anni della sua storia, il premio è andato ad Andreé Ruth Shammah, regista e direttrice artistica del Teatro che mai ha fatto mancare il suo tocco creativo e il suo sostegno a ogni edizione del premio e che, quest’anno, ha consegnato la simbolica statuetta ai rappresentati di Progetto Itaca. Sono stati poi premiati, negli anni, il sindaco di Milano Beppe Sala, gli stilisti Dolce&Gabbana, Gabriele Nissim, fondatore del Giardino dei Giusti, ed Elisabetta Sgarbi.

 

Una foto a colori, in formato orizzontale (4:3), che ritrae un palco sopra il quale ci sono tre persone: una donna a sinistra, di profilo, con la testa rivolta a destra; un uomo al centro, di profilo, con la testa rivolta a sinistra: la donna e l'uomo di stanno guardando e sorridono. A destra c'è un altro uomo, in piedi, con le mani incrociate sulla parte inferiore della pancia; guarda le altre due persone al suo fianco e sorride anch'egli.
Da sinistra: Andrée Ruth Shammah, registra e direttrice artistica del Teatro Franco Parenti; Giampietro Savuto, psicologo e fondatore di Lighea Onlus; Massimo Buratti, psicologo e supervisore per Lighea Onlus.

 

La cerimonia di premiazione si è tenuta presso il Teatro Franco Parenti, che ha collaborato all’evento organizzando per l’occasione una replica speciale dello spettacolo Chi come me, donato da Fondazione Lighea a Progetto Itaca. La pièce di Roy Chen, con l’adattamento, la regia e i costumi di Andrée Ruth Shammah, è stata un grande successo della passata stagione e torna sul palco del Teatro Parenti fino a dicembre. Ambientata nel reparto giovanile di un ospedale psichiatrico, segue un gruppo di ragazzi che partecipano a lezioni teatrali tenute da Dorit, l’insegnante voluta dal dottor Bauman, direttore dell’istituto, per aiutarli a esprimere le loro emozioni. Attraverso il percorso di creazione di uno spettacolo teatrale, i giovani riescono a guardarsi dentro, comunicare con gli altri e migliorare la loro vita.

Con delicatezza e poesia, Chi come me trova la sua intensità nella leggerezza, nonostante racconti una storia dolorosa e vera, basata sull’esperienza personale di Roy Chen in un centro di salute mentale per giovani. Traduttore e drammaturgo stabile del Teatro Gesher di Tel Aviv e autore del libro più letto in Israele nel 2020, Anime, Chen descrive questo testo come un’opera sulla potenza curativa del teatro.

 

Una foto a colori, in formato orizzontale (4:3), che ritrae un palco sopra il quale si trova una donna in piedi che parla in un microfono.
Simona Gatta, psichiatra e psicoterapeuta, responsabile del progetto Centro crisi per Fondazione Lighea Onlus.

 

La serata di premiazione è stata anche l’occasione per presentare il progetto del Centro Crisi, per cui Fondazione Lighea sta lavorando da alcuni anni: un luogo che possa accogliere e gestire al meglio proprio la fase di crisi psichiatrica, che fatica a trovare un giusto spazio in questo momento nei servizi pubblici. A presentare il progetto, la responsabile Simona Gatta, psichiatra e psicoterapeuta, mentre a raccontarne gli elementi più imprenditoriali le autrici di uno studio di fattibilità, Sofia Airoldi, Gea Spada e Francesca Del Prete, studentesse del Master in Management per la Sanità in SDA Bocconi.

 

Una foto a colori, in formato orizzontale (4:3), che ritrae un palco sopra il quale ci sono tre giovani donne davanti a uno schermo su cui è proiettata un'immagine da una presentazione. La donna più a destra nell'inquadratura sta parlando in un microfono.
Sofia Airoldi, Gea Spada e Francesca Del Prete, studentesse del Master in Management per la Sanità in SDA Bocconi.

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