Il caso della madre romana condannata per abusi sul figlio costringe a interrogarsi non solo sul crimine, ma su un vuoto più profondo: la frattura dell’immagine stessa della cura, tra disorientamento morale e rischio di assuefazione all’inaudito.
Il caso della madre romana condannata per abusi sul figlio costringe a interrogarsi non solo sul crimine, ma su un vuoto più profondo: la frattura dell’immagine stessa della cura, tra disorientamento morale e rischio di assuefazione all’inaudito.