La compagnia del mare aveva abbandonato Simone e Giulia e si stava dirigendo verso la spiaggia. Mentre camminavano arrivò un tipo vestito in giacca e cravatta con un berretto in testa che correva con il monopattino sulla sabbia.
“Buongiorno!” esclamò “Sono il dottor Borotti! Il medico ufficiale del regno di Lighea!”
“Buongiorno dottor Moratti!” disse Andrea.
“Borotti, per favore.” lo corresse il medico.
“Certo, mi scusi dottor Bagutti…”
“Borotti, per favore, Borotti!”
“Sì, ha ragione, dottor Bugatti, mi scusi!”
“Ho detto Borotti! Ma è così difficile?”
“Mi scusi di nuovo dottor Rossi… non volevo…” disse Andrea, rammaricato.
“Va bene così… fa niente” disse il dottore, rassegnato.
“Vi vedo un po’ stanchi.. avete viaggiato per parecchi mesi, mi sembra di capire”
“Ma no, siamo partiti l’altro ieri!” disse Luca.
“E dove andate di bello?” chiese il dottore.
“Stiamo andando al mare a trovare la testa della sirena!” rispose Angela.
“Ah beh, allora in bocca al lupo! Mi raccomando, cercate di tornare entro le 21.30!”
“D’accordo dottore!” risposero tutti in coro.
Il dottor Borotti ripartì col suo monopattino e scomparve nel nulla.
Finalmente la compagnia del mare raggiunse la spiaggia.
“Siamo arrivati nella spiaggia della sirena di Lighea! Ce l’abbiamo fatta!” esclamò Luca, esultante.
“Non proprio” disse una voce, e all’improvviso spuntò fuori un signore molto elegante e affascinante.
“Lei chi è?” chiese Valeria.
“Sono il signor Suvato, il giudice ufficiale del regno di Lighea! E voi non siete arrivati a destinazione!”
“E allora dove siamo?” chiese Arianna, preoccupata.
“Siamo in Sicilia, picciotti!!!” rispose, facendosi una risata.
“Oh no! E mò che facciamo?” chiese Emma, sgranocchiando un pacco di Cruesli.
“E io che ne so?” disse il signor Suvato. Poi andò in una cabina telefonica e si tolse giacca e camicia per mettersi in costume. “Vabbé! Io vado a prendere un po’ di sole! Arrivederci!”
Mentre il signor Suvato si allontanava, la compagnia del mare si interrogava sul da farsi.
“Io percepisco che dobbiamo andare a nord! Seguitemi!” disse Angela.
Ormai tutti si fidavano ciecamente della capitana, così la seguirono.


