Tutti abbiamo un lato B che ci spinge a fare i furbi

Giusta l’indignazione per il bonus Covid ai politici: ma quanti ‘furbetti’ ci sono tra gli elettori che si scandalizzano?

Tra i tormentoni di questa estate che volge al termine, il bonus Covid ai politici ha tenuto botta sulle prime pagine delle maggiori testate giornalistiche per settimane. Tutte le altre notizie – Beirut distrutta, i dimostranti di Hong Kong, le elezioni in Bielorussia – passate in secondo piano di fronte all’indignazione montata nei confronti degli odiosi esponenti di una classe politica indegna.

C’è da chiedersi se questa fiera della meschinità meritasse tanta attenzione mediatica.

Solo il Covid, con i numeri del contagio in costante aumento, è rimasto a contendere spazio alla caccia aperta ai “furbetti” o “furbastri” che hanno intascato, o cercato di intascare, il bonus di 600 euro destinato alle partite IVA in difficoltà.

In realtà l’inchiesta, con i suoi corollari – la questione della privacy, il ruolo dell’INPS, la mala stesura della norma – ha  appassionato e distolto l’attenzione da altri problemi, ben più pressanti e angosciosi, che ci attendono nell’ormai vicino autunno.

La scoperta della disonestà altrui è sempre fonte di grande soddisfazione, ci dà il diritto di indignarci e di sentirci diversi, insomma fa bene alla psiche.

Quale piacere sentirsi autorizzati a stigmatizzare i miserabili comportamenti della casta, ancor meglio se politica, rivendicando orgogliosamente la propria superiorità morale.

Onorevoli e amministratori locali messi alla gogna non hanno mancato di esibirsi nelle solite scuse a discarico, riassumibili, con alcune fantasiose varianti, nella nota e ormai collaudata formula “a mia insaputa”. 

L’occasione ha rivelato il loro lato B, in fatto di psiche, ovvero quello che teniamo gelosamente nascosto per non danneggiare la nostra immagine e di cui spesso non siamo neppure consapevoli. Messi a nudo, hanno tentato di allontanare da sé la responsabilità: è stata decisione autonoma del commercialista… è stata iniziativa di una fidanzata sprovveduta… in mancanza di meglio… è stata la mamma… Insomma la colpa è sempre del cavallo.

I politici italiani non godono di grande rispetto, vengono vissuti, nel migliore dei casi, come persone che godono di privilegi immeritati, nel peggiore, come profittatori o addirittura come aspiranti ladri. Vicende come quella del bonus non contribuiscono a migliorarne la fama e inducono a pensare che questi rappresentanti non ce li meritiamo, che il livello di dignità dei loro elettori è sicuramente più alto.

Ma ne siamo proprio sicuri?

Un’indagine su diverse categorie di detentori di partita Iva – professionisti, artigiani, commercianti, imprenditori – potrebbe forse produrre analoghi risultati, rivelare una simile proporzione statistica di “furbetti”, verosimilmente coinvolgendo anche alcuni di coloro che più forte protestano.

Un lato B l’abbiamo tutti e può riservare sorprese. Se così fosse, questa classe politica  ci rappresenterebbe perfettamente.

Certo, nel caso degli onorevoli c’è l’aggravante di essere eletti che, secondo Costituzione, si impegnano a svolgere il loro mandato con “onore”, tuttavia la loro goffa avidità non sarebbe troppo dissimile da quella di elettori che sfoggiano furiose pretese moralizzatrici.

Giampietro Savuto

Psicologo e psicoterapeuta. Fondatore e responsabile scientifico di Fondazione Lighea Onlus.

Raffaella Crosta

Psicologa. Collaboratrice della fondazione Lighea. Dal 1980 si occupa di terapia e riabilitazione di pazienti psichiatrici.

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