Psicopatologia dei politici: Berlusconi Lazzaro felice

Silvio Berlusconi è un Lazzaro felice.

Il leader di Forza  Italia assomiglia sempre più a un miracolo della natura. Più volte dato per morto,  è sempre resuscitato: ormai ci aspettiamo che prima o poi inizi a levitare.

È sì resuscitato, ma appare in piena metamorfosi.

Per una specie di nemesi, il fantasma del comunismo, continuamente evocato, ha finito per imprimere sul suo volto, irrigidito dagli interventi di ringiovanimento, la maschera di un enigmatico Mao cinese.

Intanto non si parla più della sua ars amatoria. Cosa è successo? La cronaca scandalistica non lo ritiene degno di interesse per raggiunti limiti di età o ha forse realizzato l’impotenza felice, la pace dei sensi?

Non ha invece abbandonato il comando. È condannato a resistere, nonostante la continua erosione del suo bacino elettorale, perché non ha eredi: come Crono ha divorato tutti i figli, i suoi potenziali delfini, impedendo loro di uccidere il padre e realizzare l’Edipo, e non c’è nessun Zeus all’orizzonte. Ancora attende, tra timore e speranza, colui che lo liberi del fardello del potere.

Joaquin Otuvas

Psicologo e psicoterapeuta. Professore "Libre Universidad de Salamanca".(traduzioni dallo spagnolo a cura di Carlo Perez )

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