In attesa del vaccino ecco una buona iniezione di scetticismo

La confusione e il pressapochismo sulle date e sui test dell’antivirus fanno il gioco dei negazionisti

Scommettiamo che?

era il titolo di una simpatica trasmissione televisiva di giochi e intrattenimento di grande successo negli anni Novanta del secolo scorso. In questi giorni di scarsa disposizione d’animo ai giochi e di ridotta capacità di intrattenimento, quel titolo di un tempo inconsapevolmente felice mi torna in testa per una ragione molto precisa.

Nel turbine di scienza diffusamente offerta in pasto a tele-radioascoltatori, a frequentatori seriali di social, a discettatori grondanti certezze assolute quali siamo sempre più noi Italiani, succede che un argomento cruciale come quello dei vaccini, in questo giro di boa dal 2020 al 2021, si stia infiltrando nella trama e nell’ordito del racconto quotidiano trasformandoci in un popolo di immunologi in grado di accogliere, discutere, controbattere e revocare in dubbio ogni notizia relativa al buon esito delle validazioni di questo o quel vaccino, prodotto da questa o quella casa farmaceutica. 

Devo premettere che non ho alcun pregiudizio nei confronti dei social, non fosse che per il semplice motivo che non sono iscritta né a FB né à TW né a IST né a né, che considero strumenti e non obiettivi di comunicazione tra utenti. Tuttavia è assodato ormai che attraverso i social si sia consolidata l’abitudine ad accogliere, anzi direi a lasciarsi permeare da ogni tipo di informazione senza darsi la pena di controllarne la fonte. Succede che alla facilità di acquisizione del nuovo sapere si accompagni in brevissimo tempo l’incremento di quella popolazione di scienziati che ormai si aggira intorno ai sessanta milioni di parlanti italiano.

Tutti aspettano IL Vaccino che ci salverà e libererà dal virus, ma nel momento in cui I Vaccini al plurale sono davvero al traguardo delle verifiche, il germe del dubbio si insinua nel discorso dei 60 milioni di immunologi italiani.

E un serissimo virologo, così come il tabaccaio al quale non la si fa, esprimono i loro distinguo, le loro prudenze, qualcuno anche i suoi acutissimi sospetti. Del resto, ma chi li produce, chi li testa, e soprattutto chi li vende questi vaccini? Ma le case farmaceutiche naturalmente, che certo investono risorse a un solo unico fine: il guadagno!

Quindi la signora Cecioni fa eco al bravo reporter, il serio virologo dà ragione all’intuizione del chiropratico di Vercelli, le opinioni di giornalisti intervistati da giornalisti rassicurano sull’insicurezza del dato scientifico così come tutti noi sospettavamo. E ad alimentare la confusione, un grande fuoriuscito, l’ineffabile mister Johnson, annuncia all’Europa di essere arrivato primo, e di distribuire fin d’ora un vaccino che nel resto del mondo stanno ancora testando. 

Tutta manna  per gli  insospettabili fisici negazionisti,  e per i furbissimi protettori della famiglia che ‘se-non-passa-almeno-un-anno-dalle-prime-somministrazioni-io-non-mi-vaccino’.  Semprechè, nell’attesa, non crepi di Coronavirus. 

 Mio padre negli anni Cinquanta era quasi pronto a partire con me e mia madre per gli Stati Uniti perché aveva avuto notizia di un vaccino antipolio che mi avrebbe protetto da una malattia che all’epoca colpiva un alto numero di bambini. Sarà il caso di  ricordarci tutti che oggi  i bambini sono quasi tutti vaccinati contro quella e tante altre brutte malattie di cui non si parla più perché la vaccinazione di massa le ha debellate. E   di ricordarlo soprattutto a quei NO-VAX che già impazzavano  in tempi non sospetti, cioè, ante Covid19, e  che oggi appaiono sempre meno come una sparuta minoranza.

 Tornando al titolo di quella godibile trasmissione degli anni Novanta: scommettiamo che andando avanti di questo passo rischiamo di non riuscire a vaccinare quel famoso x% di Italiani, che garantirebbe la famosa immunità di gregge?  Viviamo in un grande paese democratico dove nessuno si sognerà di imporre la vaccinazione contro il Covid19. Ma mi permetto una provocazione: una volta acclarato che il vaccino anticovid è efficace e sicuro,  chi lo rifiuta, mettendo a repentaglio non  solo la propria vita, si impegna, in caso di contagio , a non farsi  curare a spese del  servizio sanitario nazionale?

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Valeria Pompejano

Francesista e professoressa ordinaria di Letteratura francese dell’ Università Roma Tre "à la retraite". Se avesse uno pseudonimo sarebbe "La moglie di Obelix"

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