Il valore di un valore. Sondaggio sui principi morali di una generazione

Libertà, amore, onestà e pace. Sono questi i valori in cima alla classifica degli adolescenti. In coda: potere e ricchezza. Ma in mezzo a questi due estremi, molti chiaroscuri e gli spunti di riflessione. Pubblichiamo qui un sondaggio realizzato, con la collaborazione di Fuoritestata.it, dalla redazione di Zabaione, il giornale studentesco del liceo Parini di Milano. 

 

di Davide Rossi

 

Molte volte ci si chiede quali siano i valori che regolano la vita dei giovani d’oggi. Spesso si sente dire che non abbiamo una morale, che non seguiamo una rotta precisa. Molti si saranno risposti che, essendo ancora giovani, non abbiamo ancora trovato delle certezze nella nostra vita su cui costruire il nostro cammino, eppure è sicuro che ognuno di noi, seppur con mille plausibili incertezze, abbia dei capisaldi su cui basarsi. Così abbiamo elaborato un sondaggio con Fuori Testata, giornale di psicologia online, cercando di capire quali sono i valori che ci guidano nella vita.

A 221 alunni del nostro liceo è stato chiesto di ordinare dal più importante al meno importante 22 valori, e durante lo scrutinio del sondaggio sono stati sommati i punti ottenuti da ogni valore nelle diverse schede. Dunque, secondo questo metodo d’analisi, il valore con il punteggio più basso è quello la cui importanza è ritenuta cruciale, mentre quello con il punteggio più alto viene tenuto in minor considerazione.

La libertà sembrerebbe essere il valore più importante per i pariniani, ed è seguito da valori come l’amore, l’onestà, la pace e l’altruismo, mentre quello considerato meno importante sarebbe la discrezione, preceduto da valori quali la ricchezza e il potere. Questi dati, a prima vista farebbero pensare che siamo una generazione romantica e speranzosa, che crede in valori quasi utopici e rifiuta quelli che invece riguardano il predominio sugli altri. «Che bello!» – si dirà – «Una generazione fondata su questi valori avrebbe come risultato una società che non ha paura dell’altro, che non si fa problemi ad accogliere uno straniero, che non esclude nessuno!» Eppure, come abbiamo mostrato in un sondaggio pubblicato nel numero dello scorso dicembre, pensiamo che il futuro che ci attende sia principalmente negativo, ostile e che ci sarà difficile costruire una vita. Ma questo cosa significa? Significa che siamo sostanzialmente ipocriti, che siamo incapaci di conciliare i valori in cui crediamo con la vita reale e di realizzarli, e che di conseguenza ci vediamo insoddisfatti.

Scavando un po’ più a fondo nei dati del sondaggio, si nota che il primo distacco significativo si trova tra il secondo e il terzo valore, tra l’amore e l’onestà: hanno ben 328 punti di differenza, il che ci porta a vedere come l’amore e la pace siano fondamentali per tutti, mentre quando si parla di valori come onestà o l’istruzione, i pariniani non siano più unanimi, e comincino a scontrarsi. Dopo questo primo distacco, segue una serie di valori con un punteggio molto simile tra loro, finché non arrivano quelli che infrangono le barriere della sfera personale e richiedono un’interazione e un’integrazione con l’altro, come l’altruismo, l’affidabilità e l’umiltà. Seguono, con poco distacco, valori quali il buon senso e la saggezza, che però hanno una grande differenza di punti con la tolleranza, che si trova solamente al tredicesimo posto. Tuttavia, come indicato di sopra, all’inizio della classifica presenzia la pace: questo è un perfetto esempio dell’ipocrisia cui si accennava prima. E su questa scia di valori in qualche modo egoistici si collocano intorno al diciassettesimo posto la disponibilità e la flessibilità, che richiedono ancora un contatto con le persone a noi estranee. È un peccato che anche valori quali l’ironia e l’ottimismo si collochino entrambi dopo la metà, poiché quando una persona li adotta come principi fondamentali, spesso la vita viene vissuta con maggiore leggerezza e autocritica, che possono aiutare. Vi è una grande differenza numerica anche tra i valori sopra citati e la ricchezza e il potere: infatti essi occupano rispettivamente il penultimo e l’ultimo posto. Tuttavia, non è indifferente il numero di schede che vedono come primi valori questi ultimi e che hanno la pace e la tolleranza alla fine. Un ragazzo che frequenta il quarto anno afferma fiero di aver indicato il potere come primo valore e la ricchezza come secondo. Una sua compagna di classe lo giustifica dicendo che essere ricchi costituisce il sogno di molti ragazzi, e che anche il suo fidanzato si sarebbe comportato in maniera simile. È comprensibile che la ricchezza sia importante, ma il fatto che anche il potere sia più volte indicato tra i valori più importanti è, a parer mio, leggermente preoccupante: sembra che abbiamo bisogno di posizioni di forza, attraverso cui affermare la nostra autorità e il nostro predominio sugli altri, che è poi una necessità rispecchiata per esempio nei nostri politici. La discrezione, secondo i pariniani, sarebbe il valore con minore importanza. Come suggerisce una ragazza del nostro liceo, questo si potrebbe spiegare con il fatto che molti non sappiano cosa significhi, anche se credo che tutti noi vogliamo sperare di non essere così ignoranti. Un’altra spiegazione plausibile la si trova nel modo in cui viviamo. Nell’era dei social il confine tra vita privata e vita pubblica è spesso molto labile; questo potrebbe portare a pensare che non si debba avere alcuna forma di pudore nelle azioni che compiamo, e che quindi non vi sia nessuna ragione nel non sbandierarle ai quattro venti o nel non nasconderle.

In ultima analisi, si può pensare che la nostra sia una generazione certamente con buoni propositi, anche se nella realtà dei fatti fatichiamo a realizzarli, una delle cause a cui si potrebbe ricondurre la frustrazione che è tipica di molti di noi.

 

 

Lighea

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *