Il Matto dell’anno 2019? È il sindaco Beppe Sala

Da uno studio longitudinale durato oltre 4 anni il soggetto, Dr. Giuseppe Sala, nato a Milano il 28.5.58, nonostante le indicazioni del buonsenso e della prudenza, crede nell’accoglienza, nel multiculturalismo, nell’utopia, nella bontà dei milanesi e persino degli stranieri.

Si rileva anche la capacità di passare all’atto nella concretezza delle realizzazioni e l’ostinazione con cui persegue i suoi obbiettivi, incurante del clima culturale dominante. Non ultima, si evidenzia la caparbietà mostrata nel sostenere addirittura che fosse possibile realizzare a Milano le Olimpiadi Invernali del 2026.  

In sostituzione di un Tso (trattamento sanitario obbligatorio) per cui ricorrerebbero gli estremi, la commissione composta da specialisti gli conferisce il titolo di Matto dell’anno 2019

Sono queste le motivazioni con cui la giuria di esperti, nominata dalla redazione di Fuoritestata, ha scelto il sindaco di Milano, Beppe Sala, come vincitore del Premio Matto dell’anno 2019.

Il premio, alla sua seconda edizione, è dedicato a un personaggio pubblico che si sia messo in evidenza per il suo anticonformismo. Qualcuno che abbia usato un pizzico di follia, un’intuizione apparentemente assurda, per risolvere un problema o affrontare una situazione. L’appuntamento annuale (che quest’anno fa parte della Settimana della salute mentale) è un’occasione di incontro e riflessione, e punta a contribuire a sdrammatizzare i temi del disagio psichico e della malattia mentale, individuando le strade utili a portare i pazienti verso maggiore benessere e integrazione sociale. Il sindaco sarà premiato l’8 ottobre a Palazzo Borromeo dalla “Matta dell’anno 2018”, André Ruth Shammah, regista teatrale e anima del Teatro Franco Parenti.  Tra gli altri, sarà ospite della serata l’attrice Lucia Vasini mentre l’intrattenimento musicale sarà affidato al jazz del Quintetto Denner.

Il premio sarà l’occasione per una riflessione sul tema del luogo della cura e dell’importanza dell’inserimento del paziente in riabilitazione nel suo stesso tessuto sociale e cittadino, un tema su cui la Fondazione Lighea si impegna sin dalle sue origini 35 anni fa, basando il suo intervento sull’inclusione, aprendo le comunità per i pazienti ospiti in appartamenti situati in centro a Milano, inseriti in condomini “normali”.

Perché, anche così, riusciamo a far diventare sempre più “normale” anche ciò che appare folle.

Chiara Di Cristofaro

Giornalista economico - finanziaria, insieme alla comprensione dei numeri imprescindibile quella delle mente umana. Per la seconda laurea (e la seconda vita) punta sulla psicologia.

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