Effetto collaterale del virus: siamo tutti un po’ più cretini

Rischiamo di essere contagiati dalla incredibile quantità di idiozie dette e fatte da gente importante

Dice un antico adagio che la madre dei cretini è sempre incinta. Dev’esserci stato però, nel secolo scorso,  un periodo in cui si sono verificati molti parti plurigemellari, perché oggi il numero dei cretini e delle relative cretinate mi sembra almeno raddoppiato. O forse sarà vero che questo dannato Covid 19 lascia tracce pesanti anche sul sistema nervoso, insomma, sul cervello, e che la maggior parte degli asintomatici abbia in realtà subito danni cerebrali invisibili ma palpabili nelle parole e nei gesti. Mi preoccupa che gran parte delle idiozie non siano farina dell’umile sacco di contadini ignoranti ma fuoriescano da cervelli di gente importante. Mi limito a condensare qui un florilegio di idiozie di cui danno notizia i giornali di inizio giugno.

C’è un generale di brigata dei carabinieri, Antonio Pappalardo, che a Milano arringa un migliaio di suoi seguaci, i cosiddetti gilet arancioni, stipati in piazza Duomo senza alcuna precauzione, per blaterare sul ritorno della lira italica e sui cadaveri bruciati a Bergamo e a Brescia. 

C’è il sindaco di Avellino Gianluca Festa che al centro della maxi isola pedonale da lui creata per evitare la movida, aizza la movida accalcata e festante contro il presidente della regione, reo di imporre restrizioni eccessive. 

C’è il ministro degli esteri Luigi di Maio che, anziché aprire le porte ai turisti stranieri e auspicare che i suoi connazionali restino a far vacanza in Italia, replica minaccioso alle chiusure di mezza Europa: “Chiuderemo le porte a chi tiene fuori gli italiani!”

C’è il primario Alberto Zangrillo, direttore della terapia intensiva della perla degli ospedali milanesi, il San Raffaele, che mentre il mondo scientifico conferma che “il virus non è cambiato e uccide ancora”, annuncia che il Covid non solo è cambiato, ma non esiste più, e che qualcuno terrorizza il paese: subito spalleggiato da un autorevole opinion leader come Vittorio Sgarbi, che chiosa su Youtube: “Hanno preso per il culo gli italiani e distrutto l’economia”.  

Allungando lo sguardo alle settimane precedenti, e allargandolo al panorama delle reti televisive, gli esempi potrebbero continuare troppo a lungo. E spingendosi oltre i nostri confini, il quadro è ancora più deprimente, perché dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna, dalla Svezia al Brasile a sparare cazzate sono addirittura i premier.  

Noi poveri ignoranti c’eravamo illusi che l’incombere di un così grave problema medico contribuisse a riqualificare il rigore scientifico a scapito del dilagante pressapochismo, dell’improvvisazione e dell’incompetenza. Ci ritroveremo invece, passata l’emergenza, anche noi più confusi, più insicuri. Insomma, più cretini.

Paolo Occhipinti

Giornalista, ex direttore editoriale di Rcs, ex direttore del settimanale Oggi

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