Censimenti pericolosi: si comincia dagli zingari e poi…

Le "buone intenzioni" di Salvini evocano fantasmi inquietanti di un passato che ancora brucia

E sugli ebrei, non vogliamo dire nulla sugli ebrei? Sui neri che arrivano dall’Africa, basta! Porti chiusi, se li prenda qualcun altro! Sugli zingari facciamo un bel censimento, e quelli che vogliono continuare a vivere da zingari li buttiamo fuori. Gli omosessuali per ora sono ancora troppo forti però forse ci darà una mano la Chiesa, quei cardinali che «la  vera famiglia  è composta da un uomo e una donna».  Possibile che a Salvini non venga in mente qualcosa di popolare anche sui semiti? Che so, un’ indagine per capire come mai sono così ricchi, se pagano abbastanza  tasse, se gestiscono il potere con criteri nepotisti… Qualcuno degli strateghi che lo hanno aiutato a farsi benvolere saprà certamente  trovare un appiglio  convincente, che non appaia razzista,  che non scandalizzi neppure uno dei milioni di italiani che credono in lui , che non evochi neppure vagamente i fantasmi di un passato non remoto.

Forse sono io che vedo i fantasmi, forse è solo per una sfortunata combinazione che si siano succeduti, in poche settimane,
indizi preoccupanti di una progressiva repulsione per il diverso.
Ad ogni buon conto raccomando a Salvini e ai suoi molti amici di leggere e rileggere, fino a imparare a memoria, queste poche righe di Bertold Brecht: «Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti e io non dissi niente perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me è non c’era nessuno a protestare».
Paolo Occhipinti

Giornalista, ex direttore editoriale di Rcs, ex direttore del settimanale Oggi

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