Beppe Sala è il Matto dell’anno 2019: “Ognuno di noi ha le sue malattie da curare”

“Nella vita non si guarisce mai, ma ci si cura sempre. Ognuno di noi ha le sue malattie da curare e gli strumenti per curarsi”. 

La premiazione di quest’anno del Matto dell’anno 2019 ha riservato molte sorprese, anche a noi della redazione di Fuoritestata che ci abbiamo lavorato. Il sindaco di Milano, Beppe Sala, è stato premiato per la sua fiducia “nell’accoglienza, nel multiculturalismo, nell’utopia, nella bontà dei milanesi e persino degli stranieri”, come ha scritto la giuria nelle motivazioni. Ma oltre a questo,  Sala ha voluto condividere una sua fragilità, un episodio del suo passato, che in un momento difficile lo ha portato a chiedere aiuto a uno psicoterapeuta. Per trovare anche lì le risorse per affrontare una situazione di crisi.

Ecco, riuscire a parlare delle proprie fragilità quando si è in vista, in una posizione in cui si hanno tutti gli occhi addosso non è facile. Non è facile per nessuno, per questo lo abbiamo apprezzato quando lo ha fatto il sindaco. D’altra parte, non a caso è stato premiato come “Matto dell’anno!”.

La cerimonia di premiazione si è svolta a Palazzo Borromeo, nel cuore di Milano, a pochi metri da una delle comunità gestite dalla Fondazione Lighea Onlus in centro città. Sin dal 1985 la Fondazione Lighea, nella quale è nato anche questo giornale, ha voluto che gli alloggi che ospitano i pazienti psichiatrici in riabilitazione fossero appartamenti inseriti pienamente nel contesto urbano di Milano perché non ci può essere reinserimento se il paziente viene isolato dalla realtà quotidiana e dagli stimoli che le relazioni offrono.

“La collocazione centrale degli appartamenti a Milano risponde anche a un altro importante requisito – ha detto Giampietro Savuto, psicologo e fondatore di Lighea Onlus – quello estetico. Lo stigma che colpisce la malattia mentale la relega in una dimensione che nulla concede all’estetica, al bello, alla cura. Noi crediamo che la riabilitazione parta invece proprio dalla cura, di sé e di ciò che ci circonda, della propria casa, del proprio palazzo, della propria città”.

Una serata speciale, quindi, per gli ospiti di Lighea, per le loro famiglie e per gli amici che ci hanno accompagnato, grazie alle letture della meravigliosa Lucia Vasini, all’energia e al sostegno della preziosa André Ruth Shammah, alla musica del Quintetto Denner e all’ospitalità dello splendido cortile di Palazzo Borromeo.

 

Lighea

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