A furia di guardare i Borgia temo che mia figlia soffra d’incesto

Nell’immaginario adolescenziale la storia proibita tra Cesare e Lucrezia assurge a simbolo di amore assoluto; ma non c’è da preoccuparsi

«Credo che mia figlia soffra d’incesto», così tra una chiacchiera sul caldo e le stagioni che non ci sono più vengo inchiodata da una signora appena incontrata di fronte alle macchinette del caffè. Quando le persone scoprono che faccio la psicologa spesso mi fermano con gli interrogativi più vari e bizzarri confidando in una risposta immediata e risolutiva. Di solito cerco di svicolare nel più breve tempo possibile, ma la madre che mi avvicina con questo dubbio reclama tutta la mia attenzione.

Dopo qualche minuto di sfogo concitato quello che riesco a capire è solo che la signora ha una grandissima confusione in testa e ha cercato una prima soluzione alle proprie paure trovando su internet parole di cui non ha compreso il significato. Proviene da una famiglia benestante ma semplice, si definisce «molto credente e religiosa» ed è preoccupata per la figlia dodicenne che da alcuni mesi ha iniziato a comportarsi in modo insolito: trascorre infatti ore al computer montando brevi video con spezzoni tratti dalla TV che poi condivide con le amiche in rete. Si allarma però quando scopre con sconcerto che i video hanno per protagonisti uomini di chiesa e le loro avventure sentimentali, tra cui addirittura un legame tra un sacerdote e la propria sorella. Mi porge il telefono perché possa constatare anch’io coi miei occhi. Ho un po’ di timore di fronte a quello che potrei vedere, ma non resisto.

Mi rilasso solo quando, dopo qualche istante, riconosco il volto di Jeremy Irons nei panni di Papa Alessandro VI: «Ah… ma sono i Borgia!». La mia esclamazione di sollievo non fa che aumentare il suo panico, probabilmente teme faccia parte anch’io della cricca di eretici che ha irretito la figlia. La congedo rassicurandola sull’innocuità del passatempo della ragazza e la invito comunque a rivolgersi a un collega per condividere l’ansia del proprio difficile ruolo di genitore alle prese con un’adolescente.
Scorrendo le centinaia di video online dedicati alle vicende di Rodrigo e dei suoi figli è chiaro come ancora oggi il fascino oscuro e seducente della famiglia Borgia resista immutato.

La storia tra i due fratelli Cesare e Lucrezia accende in particolare le fantasie delle teenagers, scatenando la preoccupazione dei genitori che ne rimangono turbati.

Nella serie TV di Showtime, più che in altre trasposizioni, il modo in cui quest’amore tra fratelli viene raccontato – a partire dalla scelta degli attori – chiarisce però meglio i veri motivi dietro questa passione televisiva.

Lucrezia ha un aspetto candido e innocente, simile a quello che la giovane Borgia doveva avere a 13 anni, quando fu data in sposa a Giovanni Sforza; Cesare, invece, da poco diventato cardinale ha già lo sguardo intenso e feroce del guerriero che diventerà, ma la sua figura sottile ed elegante incarna una mascolinità delicata e non minacciosa. Gli autori giocano da subito con l’ambiguità sfoggiando tutto il repertorio del romanticismo preadolescenziale: abbracci sull’erba, lunghi sguardi e carezze affettuose. Molto prima che i due cedano alla reciproca attrazione, li vediamo dichiararsi l’un l’altra il proprio amore «puro e divorante come quello tra Abelardo ed Eloisa», così come non ci vengono risparmiate le scene di gelosia accecante di Cesare per la sorella e i suoi pretendenti.

Anche le relazioni che intrecciano con altri personaggi sono sempre tormentate: mentre Lucrezia si distrae dall’infelicità matrimoniale con un servitore del marito, Cesare si innamora durante un ballo, naturalmente al primo sguardo, di una donna sposata. Un modo di raccontare l’amore che si discosta dallo stile della serie in cui la sessualità degli altri membri della famiglia è rappresentata in modo da appagare i gusti di un pubblico più maturo: violenta e istintiva quella dell’irruento fratello Juan, raffinata e creativa quella di Papa Alessandro che spiega la geografia politica del tempo su una gamba nuda di Giulia Farnese. Una narrazione dei sentimenti, quella dei fratelli Borgia, che strizza quindi volutamente l’occhio al pubblico femminile più giovane che sogna di vivere tre metri sopra il cielo.

Nella visione idealizzata delle adolescenti l’amore è infatti tanto più forte quanto più è contrastato: cosa c’è allora di meglio di una passione tra un cardinale e una nobildonna sposata o ancor di più un’unione resa impossibile dai legami familiari? La storia proibita tra Cesare e Lucrezia assurge allora nell’immaginario adolescenziale a simbolo di un amore assoluto, così forte e incontenibile da riuscire a infrangere anche il tabù più forte.

È comprensibile l’inquietudine di un genitore di fronte alla nascente curiosità di ragazze poco più che bambine, ma di per sé quest’attitudine fantasticata non costituisce in alcun modo un motivo di reale apprensione. Prima quindi di portare vostra figlia dallo psicologo temendo un’epidemia di incesto, keep calm e guardatevi un episodio dei Borgia.

Luisa Piroddi

Psicologa. Lavora con le storie: lette, ascoltate, raccontate, vere o sognate non importa, ma sempre comunque terapeutiche.

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